Il bagno e gli spazi minimi per l’uso

Il bagno e gli spazi minimi per l’uso

 

Spazi e misure minime da rispettare nel realizzare un bagno nuovo o nella ristrutturazione di uno esistente al fine di consentire sempre un uso agevole e sicuro.

 

L’ambiente bagno e la normativa

La progettazione dell’ambiente bagno richiede la conoscenza di diversi elementi che sinteticamente possiamo racchiudere in due gruppi fondamentali: quello normativo e quello progettuale.

Gli elementi normativi hanno come riferimento principale Il Decreto Ministeriale della Sanità datato 5 luglio 1975 e le norme specifiche contenute nello strumento urbanistico relativo al territorio in cui l’opera va realizzata.

Un esempio di bagno piccolo risolto con la serie Connect SpacePer la presenza all’interno dell’ambiente bagno di apparecchiature e impianti energizzati con fonti diverse, occorre rispettare inoltre le normative relative al settore elettrico e idraulico.

All’interno delle norme citate, indipendentementedall’area geografica in cui si opera, è riportata la dotazione minima di elementi per ciascun ambiente, tenendo conto del numero dei bagni o dei metri quadri dell’intera abitazione.

Tali riferimenti variano da comune a comune, in base a specifiche esigenze territoriali e igienico sanitarie.

L’insieme delle norme citate, mentre prescrivono le dimensioni minime e massime dei vari locali in base al locale regolamento urbanistico, nulla dicono circa le distanze tra i vari elementi, nè danno precise indicazioni circa posizioni e spazi minimi di ingombro da rispettare al fine di rendere l’uso di tali elementi sicuro e agevole.

Le regole e le misure sopracitate sono invece dettagliatamente illustrate e prescritte dal DM.236/89, rivolto alla progettazione di spazi la cui accessibilità sia consentita anche a persone con ridotta o impedita capacità motoria.

Disposizione degli igienici e distanze da rispettare

Dopo aver chiarito alcuni aspetti di carattere generale circa l’organizzazione e il dimensionamento dell’ambiente bagno, intendo soffermarmi sulle problematiche riguardanti l’organizzazione e la distribuzione degli spazi interni, in rapporto alle nuove possibilità offerte dalle aziende del settore, al fine di consentire anche in ambienti di dimensioni molto limitate la possibilità di realizzare un bagno sicuro e funzionale.

Ingombri minimi per sanitari
L’elemento con il quale ci rapporteremo per stabilire distanze e posizioni dei vari elementi, è rappresentato dall’uomo e dalle sue dimensioni, unitamente ai suoi cambiamenti fisici e posturali conseguenti al trascorrere del tempo.

Per chiarire quanto sopraesposto, prendiamo in esame la composizione standard di un bagno moderno, in cui devono trovare posto vaso, bidet, lavabo e doccia (o vasca). Per ognuno degli elementi citati, è possibile scegliere quanto ci occorre tra le infinite forme e tipologie in commercio.

Ingombri minimi per vasche e docce
Per non cadere vittime del fascino formale del singolo elemento favorito magari da qualche pubblicità più ricorrente di altre, è bene partire con le idee ben chiare circa dimensioni e forme da impiegare, al fine di ottimizzare gli spazi e consentire movimenti con posture corrette.

Studi condotti a livello internazionale, riportati nel famoso testo di Alexander Kira intitolato Il Bagno, sottolineano come le dimensioni delle moderne tazze per wc siano troppo alte per assolvere al compito loro assegnato, e ciò in virtù di una considerazione scientifica secondo cui dal punto di vista fisiologico la postura migliore è quella più prossima a quella acquattata.

Partendo da La serie Connect nella versione sospesaquesta prima osservazione, appare subito evidente come sia utile scegliere tra le varie serie di sanitari in commercio, quella che ci consente con dimensioni compatte di disporre di un buon bacino interno, contenendo altezza e dimensioni.

A titolo di esempio, possiamo citare la collezione Connect Space della Ideal Standard disponibile con una profondità di soli 48 cm, rispetto alla media di 55-60 cm, ma provvista di un generoso bacino interno.

Per utilizzare anche gli angoli nei bagni minimi, Ideal Standard e Hatria hanno studiato e prodotto particolari sanitari angolari utili per risolvere  situazioni con spazi ridotti.

Ideal Standard ha realizzato per la serie Connect Space, una tazza ad angolo con cassetta a zaino, capace di sfruttare lo spazio angolare al massimo. Ottima anche la soluzione proposta da Hatria con la serie You and Me completata anche da particolari lavabi angolari molto versatili.

Della collezione Connect Space è da prendere in considerazione anche la versione sospesa, che offre la possibilità di calibrare al meglio l’altezza da terra, oltre a facilitare la pulizia dell’ambiente.
Infatti l’assenza del basamento di entrambi i sanitari permette di evitare le incrostazioni che si formano nelle giunzioni tra igienico e pavimento.

La particolarità del sanitario ad angolo della Ideal StandardPer chi dispone già di un igienico con altezza superiore a cm 60, è utile collocare all’interno dell’ambiente bagno un piccolo poggiapiediregolabile in altezza, utile per bambini e persone anziane. Il suo impiego, comportando l’innalzamento delle ginocchia verso l’addome, favorisce la funzione fisiologica.

Per quanto riguarda le distanze minime da rispettare rispetto agli ostacoli laterali, è bene ricordare che la distanza di 20 cm è quella più idonea a consentire una corretta movimentazione, anche se in giro si possono trovano disposizioni accettabili solo per situazioni di stretta necessità.

Il concetto di distanza minima e i suoi risvolti

Voglio soffermarmi un attimo sul significato di distanza minima tra i vari sanitari. Normalmente si considera tale la distanza intercorrente tra la massima sporgenza laterale tra i vari elementi, mentre si trascura la profondità.

Un bagno in mansarda con altezze variabiliMi spiego meglio: se si lasciano 20 cm tra tazza e bidet, ma si inserisce in tale intercapedine un elemento occupante una profondità superiore a cm 20, avremo creato i presupposti per un uso non agevole del sanitario.

Contenitori, portasaponi, accessori vari, vanno organizzati in maniera tale da non creare impedimento ai movimenti durante le funzioni fisiologiche; per questo motivo sono consigliabili le strutture a piantana, facilmente spostabili e organizzabili in virtù della situazione del momento.

Oltre alle distanze laterali tra i vari sanitari, è necessario lasciare liberi gli spazi antistanti tali elementi al fine di consentire un uso agevole. Nello specifico occorrono almeno 60 cm per utilizzare lavabo, doccia, vasca, tazza e bidet; per questo motivo è bene che nei bagni in linea la misura netta interna minima non sia inferiore a 120 cm.

Le indicazioni fin qui fornite si riferiscono a un ambiente bagno capace di consentire un uso dei vari componenti agevole anche a chi ha qualche piccola difficoltà di movimento. Non mi riferisco ovviamente ai diversamente abili per i quali gli spazi vanno progettati in maniera adeguata.

Oltre alle distanze tra i vari elementi, occorre tener conto della altezza minima interna dell’ambiente bagno, che in genere non può essere inferiore a 240 cm.

Un lavabo con presa di corrente A tal proposito, è bene porre attenzione al rispetto di tale altezza minima quando si realizzano bagni con parti disposte su livelli diversi. In questi casi occorre fare la sommadelle varie altezze delle singole zone e preoccuparsi di ottenere una altezza mediapari a quella regolamentare.

È utile infine ricordare il rispetto delle distanze di vasche e docce da prese e apparecchiature elettriche, così come previsto dalla normative vigenti. Mi riferisco in particolare alla parte 701 della norma CEI 64-8, che chiarisce il campo di applicazione della normativa.

Convinzioni da sfatare

La conoscenza di tali norme, fondamentale per chi progetta e realizza gli ambienti in questione, mette in evidenza come siano errate certe convinzioni in tema di distanze tra prese e punti acqua nell’ambiente bagno.

Infatti, leggendo con attenzione l’articolo 701.1 della norma citata, ci si accorge come non esiste una distanza da rispettare per le prese rispetto al lavabo, ma è invece obbligatorio rispettare le distanze rispetto a vasche e docce nell’ambito delle zone di rischio indicate dalla stessa norma.

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