Spugna naturale

La spugna naturale classica per l’igiene torna alla ribalta in versione vegetale, grazie alla luffa e ai suoi caratteristici frutti, anche nel mondo del design.

Spugne da bagno

Chissà quanti di noi hanno qualche spugna naturale nel loro bagno, ricordo di un viaggio estivo o ricevute in regalo da qualche amico.
Morbide e soffici, le spugne naturali in realtà sono animali marini appartenenti alla famiglia dei Poriferi.

O meglio, le nostre spugne da bagno sono in realtà ricavate dall’impalcatura scheletrica di questa specie, che è così elastica e allo stesso tempo resistente, perché costituita da un materiale particolare: la spongina.
Le spugne naturali vengono generalmente raccolte da sommozzatori quando le dimensioni superano i 7 – 8 cm, mediante l’utilizzo di reti apposite e attrezzi speciali, lasciandone anche una piccola parte attaccata alla radice, in modo da favorirne la ricrescita.
Una volta raccolte, le spugne naturali vengono lavate e purificate, al fine di togliere residui calcarei e impurità.
E una volta rifilate con delle semplici forbici, possono essere messe sul mercato.

Solitamente siamo abituati a vederne di colori differenti. Se le spugne sono realmente naturali, avranno una tonalità brunata, tendente al nocciola, mentre quelle gialle chiare, in realtà subiscono un’ulteriore trattamento, che è l’ossigenazione.
Spugne vegetali

coltivazione della luffaMa forse non tutti sanno che tra le spugne naturali c’è anche la versione vegetale.
È la luffa.
Una pianta rampicante appartenente alla famiglia delle cucurbitacee, come la zucca, il cui frutto, però, è molto simile alla classica zucchina e ha la particolarità che, una volta maturo, si disidrata totalmente, diventando anche estremamente leggero e fibroso.

La luffa è una pianta originaria dell’Asia, ma oramai diffusa un po’ ovunque nelle zone tropicali o a clima relativamente caldo, coltivata principalmente proprio per la produzione di spugne naturali, per l’igiene della persona o le classiche pulizie domestiche o di stoviglie.

Tra le principali varietà, la Luffa cylindrica è forse la più diffusa ed usata.
I fusti possono anche raggiungere i 5 metri di lunghezza, ma il nome deriva dai frutti, che sono allungati e di forma cilindrica, con all’interno tre logge, che racchiudono i vari semi.

La semina della luffa è da effettuare a marzo, con costanti e abbondanti irrigazioni. I frutti sono commestibili solo all’inizio, quando, nella fase giovanile, l’interno non è ancora spugnoso e fibroso.

Proprio la luffa cilindrica ha trovato in Italia e precisamente nel clima della Sardegna, il suo habitat ideale.
Qui c’è chi ne ha fatto un business dal tratto artigianale.
Il team di Spugne Vegetali, ovvero marito e moglie, hanno iniziato a coltivare luffa già un quindicina di anni fa, trasformando poi i frutti in spugne vegetali, nel piccolo laboratorio di Samassi, a mano, o con l’aiuto di una macchina da cucire.

Indirizzate per lo più al campo dell’igiene e della casa, le loro spugne viaggiano attraverso i canali delle erboristerie e delle farmacie, anche se negli anni hanno provato a realizzare qualcosa di diverso, come cuscini, presine o piccole sedute, sfruttando le qualità e le proprietà dei frutti di luffa.
Spugne naturali e design

Fernando Laposse, Loofah SeriesOltre ad essere lavabile in lavatrice con il classico bucato, in realtà le spugne vegetali, hanno anche buone capacità isolanti termiche e di assorbimento acustico.
E c’è chi ha pensato di utilizzarle per creazioni e sperimentazioni nel mondo del design.
Sto parlando di Fernando Laposse, il giovane designer messicano, fresco di laurea alla Central Saint Martins di Londra.
Sue le creazioni di Loofah Series: un insieme di oggetti e sperimentazioni, sull’associazione della luffa, con altri materiali diversi, tipici del mondo dell’arredo, come il legno o il cemento.

Fernando Laposse, Loofah Series 2Niente di scenografico: qui la protagonista è la spugna vegetale, sagomata e integrata alla perfezione, che arreda da sola con la sua semplicità e le sue fibre.
Ci sono le lampade da lettura, le scrivanie e anche i separè e i vasi.

Ma di lampade e luffa avevano già fatto accenno qualche anno fa i creativi dello studio israeliano Shulayim, incentrato su ecologia, riciclo e eco sostenibilità.
Sfruttando le fibre e la traslucenza dei frutti di luffa, avevano creato delle lampade a sospensione naturali e particolarmente scenografiche.

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